“Solidarietà a Familia Christi”

L’Associazione culturale San Michele Arcangelo, nel prendere atto del comunicato diramato in data 3 dicembre 2018 dall’Ufficio stampa della Curia arcivescovile di Ferrara – Comacchio sulla nomina di S.E. Rev.ma Mons. Daniele Libanori, S.I., Vescovo ausiliare di Roma, a Commissario plenipotenziario e Delegato della Santa Sede sulla Fraternità Sacerdotale della Familia Christi, desidera esprimere completa solidarietà, stima e amicizia ai Sacerdoti e ai Seminaristi della Fraternità.

Nella certezza soprannaturale che il Signore farà trionfare la Verità e la Giustizia, nei modi e nei tempi a Lui conosciuti, l’Associazione rinnova i sentimenti di ammirazione per lo zelo e la correttezza del Superiore Generale Don Riccardo Petroni, la cui fedeltà alla Chiesa e alla sua Sacra Gerarchia, pur in questa difficile congiuntura, è motivo di profonda edificazione spirituale per tante anime.

LA MISERICORDIA COLPISCE ANCORA: COMMISSARIATA FAMILIA CHRISTI A FERRARA. TROPPA TRADIZIONE? SGARBO A NEGRI?

4 dicembre 2018

Marco Tosatti

Da qualche ora è uscita la notizia del commissariamento della Fraternità sacerdotale Familia Christi, da tempo nel mirino del nuovo vescovo di Ferrara, il super progressista migrantista mons. Perego. La storia si ripete: come a Bruxelles il nuovo arcivescovo, pupillo del cardinale Danneels, De Kesel, ha sciolto grazie a un atto di autorità del Pontefice la Fraternità dei santi Apostoli, ricca di vocazioni e amata dalle gente, approvata dal mons. Léonard, così mons. Perego è riuscito nella sua opera di attacco alla Familia Christi, una realtà che era stata approvata dal suo predecessore, mons. Negri, e che era molto amata dai fedeli.

La Fraternità sacerdotale Familia Christi è stata commissariata a tempo indeterminato per verificare la fondatezza degli elementi e delle conclusioni emersi dalla visita canonica alla medesima società. C’è da chiedersi ancora un volta che cosa mai possano aver commesso di drammaticamente grave alla Familia Christi (come i Francescani dell’Immacolata, come le suore di Laval, come gli Araldi del Vangelo) per meritarsi l’attenzione canonica di una Chiesa che approva e favorisce ogni genere di bizzarria dottrinale e teologica, e conferma in cariche delicate e importanti prelati favorevoli al matrimonio omosessuale e all’ordinazione delle donne.

La vicenda di Familia Christi a Ferrara ha generato delle polemiche nell’ultimo anno, dopo la decisione del vescovo di spostare la fraternità dalla chiesa di Santa Maria in Vado al Santuario del Santissimo Crocifisso di San Luca di Ferrara. (vedi il video nel quale, ironia del destino, è presente e parla anche il futuro commissario Libanori)

La visita canonica è iniziata il 20 febbraio ed è proseguita successivamente con la raccolta di informazioni fino al 30 settembre, quando si è conclusa con la consegna al presidente della commissione pontificia Ecclesia Dei, il cardinale Luis Ladaria Ferrer, di una relazione da parte di vescovo Perego. Il 1° dicembre il cardinale Ferrer, che è prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede e presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, ha nominato monsignor Daniele Libanori, vescovo ausiliare di Roma – ferrarese d’origine – “commissario plenipotenziario, delegato della Santa Sede sulla fraternità sacerdotale della Familia Christi”.

Libanori sarà chiamato a tre compiti specifici: assumere il governo della fraternità sacerdotale della Familia Christi, in sostituzione del superiore e del consiglio generale durante il periodo del commissariamento che non ha una scadenza stabilita; verificare la fondatezza degli elementi e delle conclusioni emersi dalla visita canonica alla medesima società; determinare, in collaborazione con la pontificia commissione Ecclesia Dei, eventuali futuri percorsi per la Familia Christi.

Scrive Messa in Latino: “La Familia Christi è la prima realtà italiana Ecclesia Dei (società di vita apostolica di approvazione diocesana): confidiamo nella serietà e nella onestà del Commissario incaricato Mons. Libanori, e preghiamo il Signore affinché, guidi lo illumini e conservi integra e

fedele a se stessa questa feconda comunità religiosa, ricca di vocazioni.

Speriamo che la Pontificia Commissione Ecclesia Dei – in accordo con la Fraternità, con

Mons. Perego e col Commissario – sappia indicare, come auspicato dalla S. Sede, i migliori “futuri percorsi” nella direzione di non tradire la identità della Fraternità.

Per chi ha conosciuto l’operato esemplare dei sacerdoti di Familia Christi e la sequela dei molti fedeli (a Roma a Palazzo Altemps e a Ferrara nella parrocchia di S. Maria in Vado prima e nella chiesa di S. Chiara poi) questa notizia è motivo di preoccupazione ma si confida nella preservazione di quanto, a favore della tradizione, è stato fatto con amore per la Chiesa e per il Papa”.

Già, perché, “casualmente” anche Familia Christi è come le altre realtà perseguitate, in odore di tradizionalismo. E poi ci vogliono convincere che questo Pontificato è misericordioso, ricco in dialogo, tollerante verso le sensibilità diverse e per niente prevenuto e ostile a determinate realtà ecclesiali.

Se ne accorgono anche i fedeli, come potete vedere da questa lettera indirizzata al direttore di un giornale di Ferrara, l’ “estense.com”:

Gentile Direttore,

dopo essere stati cacciati da Santa Maria in Vado tre mesi fa con la scusa dell’Unità pastorale e murati vivi ai Gesuati, da questa settimana ai Padri di Familia Christi è stato financo impedito di celebrare pubblicamente la S. Messa presso la Chiesa di Santa Chiara, che era stata temporaneamente assegnata loro in attesa di una nuova e più congrua collocazione, che non è mai arrivata. Continua, sempre più inspiegabile e feroce, la persecuzione nei confronti della Fraternità e delle centinaia di fedeli che qui a Ferrara avevano e hanno trovato in lei un sicuro approdo per coltivare e approfondire il loro cammino di Fede. E tutto questo nel silenzio imbarazzante e imbarazzato dell’Arcivescovo di Ferrara Mons. Giancarlo Perego, che di questa persecuzione è il responsabile e l’artefice e dell’intero clero ferrarese. Mi domando se si leverà prima o poi, tra chi veste una tonaca, una voce coraggiosa disposta a ricordare a Sua Eccellenza come i tempi della Santa Inquisizione siano ormai definitivamente tramontati e come lo “spirito di accoglienza” tanto invocato quando si parla di migranti forse debba valere anche per il popolo dei cattolici praticanti di questa Città…

Qui invece trovate una descrizione, dal sito di Familia Christi.

“La Fraternità Sacerdotale della Familia Christi (F.S.F.C.) è una Società di Vita Apostolica Clericale di Diritto Diocesano eretta nell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio da Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Luigi Negri l’8 settembre 2016, giorno in cui la Chiesa fa memoria della Natività della Beata Vergine Maria.

La Fraternità Sacerdotale nasce grazie al cammino di maturazione percorso dall’Opera Familia Christi dal tempo della sua fondazione fino ad oggi, unitamente al dono di vocazioni sacerdotali sorte all’interno della stessa. Questo ha reso possibile il compimento del progetto che già il Servo di Dio Mons. Giuseppe Canovai aveva in animo di realizzare: una famiglia di anime che, nella Opera Familia Christi e secondo lo stile proprio di essa, realizzasse nel mondo il servizio apostolico nel ministero sacerdotale od in cooperazione con esso, capace di protendere l’impegno e lo sforzo dell’Opera «verso orizzonti sempre più vasti e verso nuove ed apostoliche conquiste» (Lettera G.B.Montini alla Sig.na Alfieri, 22 gennaio 1951, Vaticano; prot. N. 237417).

Pertanto, seguendo l’originale ispirazione e volontà del SdD Mons. Giuseppe Canovai, secondo il suo esempio di vita, e gli insegnamenti di Tommasina Alfieri, nasce nel cuore e dal cuore dell’Opera Familia Christi, ed informata dal suo stesso spirito, una famiglia di anime che desidera dedicarsi al raggiungimento dei fini propri dell’Opera e all’affermazione dell’ideale di questa nella specificità del ministero ordinato.

Dopo un lungo tempo di verifica attenta e di approfondita preparazione, non senza la l’accompagnamento dei periti ecclesiastici competenti che hanno saputo indirizzare i passi della nascente realtà e dei suoi primi membri, è giunto il primo riconoscimento canonico il 4 giugno 2014. In questa data, infatti, Mons. Luigi Negri ha eretto la Fraternità Sacerdotale della Familia Christi in Associazione Pubblica Clericale di fedeli dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio approvandone in pari tempo gli Statuti Generali.

Il seme piantato dalle preghiere e dalla totale oblazione di Mons. Giuseppe Canovai, che già aveva portato i primi germogli nel cammino intrapreso fino a quel momento, vedeva così in quel giorno maturare il frutto di tanto impegno ed acquisire una identità ecclesiale autentica e riconosciuta.

Da quel momento rinnovato vigore ha caratterizzato il cammino della Fraternità che è continuata a crescere e maturare grazie anche a quei giovani che, per grazia di Dio, hanno chiesto di conoscere e approfondire il carisma della Fraternità.

In forza di tale consolidamento e della maturazione che la Fraternità vedeva realizzarsi al suo interno, trascorso un congruo tempo di sperimentazione della vita fraterna e dell’impegno apostolico, si è dato inizio alla fase di studio e di verifica per il riconoscimento della stessa Fraternità in Società di Vita Apostolica Clericale di Diritto Diocesano.

L’8 settembre 2016 segna il felice giorno di questo passaggio importante e della concomitante approvazione delle Costituzioni Generali e di quelle Spirituali, compiuto solo dopo aver ricevuto, in ossequio ai Sacri Canoni, il benestare della Sede Apostolica, nella figura della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Queste fasi, che hanno comportato un importante lavoro di verifica da parte delle competenti autorità diocesane e pontificie e collaborazione con esse, sono state insieme occasione di grazia straordinaria e radicale maturazione.

Allo stesso tempo, avendo ormai raggiunto un congruo numero di sacerdoti che la componevano, l’Arcivescovo Mons. Negri ha voluto affidare alla Fraternità Sacerdotale l’impegno pastorale della Parrocchia di Santa Maria in Vado, antica Basilica del centro storico ferrarese ed anche Santuario del Prodigioso Sangue in forza di uno straordinario miracolo eucaristico compiutosi il 28 marzo 1171.

Padre Pietro da Verona, mentre celebrava la messa, spezzò l’ostia e da questa sgorgò un fiotto di sangue vivo, talmente vigoroso da arrivare a colpire la volta sopra l’altare. Le tracce di sangue sono rimaste visibili fino ai giorni nostri ed è possibile vederle nella parte destra del transetto della basilica, grazie a una struttura che permette di salire fino alla volta.

Il 1 ottobre 2016, l’Arcivescovo Mons. Negri, alla presenza del Sindaco di Ferrara, delle altre autorità civili  presenti e dei fedeli della Parrocchia, ha affidato canonicamente la Parrocchia al nuovo Parroco, nella persona del Superiore Generale della stessa Fraternità.

Letto il decreto da parte del Cancelliere Arcivescovile, si è svolto il tradizionale rito della presa di possesso che ha segnato ufficialmente l’insediamento del nuovo Parroco, dei Vice-Parroci e della Fraternità.

I giovani in formazione della Fraternità Sacerdotale frequentano i corsi di studio erogati dallo Studio Domenicano di Bologna e dalla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna (F.T.E.R.) dove possono conseguire i titoli filosofici e teologici, collaborano anche allo svolgimento dei servizi parrocchiali nonché alla cura del Santuario del Prodigioso Sangue, e nella formazione quotidiana, accompagnati e guidati dai propri formatori, acquisiscono l’identità spirituale e sacerdotale segnata dal modello del Servo di Dio Mons. Canovai e dal carisma della Fraternità: nello spirito di Cristo offrire se stessi al Padre per la salvezza del mondo”.

https://www.marcotosatti.com/2018/12/04/la-misericordia-colpisce-ancora-commissariata-familia-christi-a-ferrara-troppa-tradizione-sgarbo-a-negri/

Monsignor Nicola Bux: “L’unità si fa nella verità”

“Chi ha perso e chi ha vinto in questa lotta, chi mantiene la sede o chi osserva la fede? È vero, gli edifici sono buoni, quando vi è predicata la fede apostolica; essi sono santi, se tutto vi si svolge in modo santo…”

Leggi tutto l’articolo:

https://www.aldomariavalli.it/2018/10/13/monsignor-nicola-bux-lunita-si-fa-nella-verita/

… È stato scritto: “Giungerà anche un tempo delle prove più difficili per la Chiesa. Cardinali si opporranno a cardinali e vescovi a vescovi. Satana si metterà in mezzo a loro. Anche a Roma ci saranno grandi cambiamenti” (Saverio Gaeta, Fatima, tutta la verità, 2017, p. 129).

E questo grande cambiamento, con papa Francesco, lo possiamo vedere in maniera palpabile, stante la chiara intenzione di segnare una linea di discontinuità o rottura con i precedenti pontificati. Questa discontinuità – una rivoluzione – genera eresie, scismi e controversie di varia natura. Tutte, però, possono ricondursi al peccato. E questo lo constatava già Origene: “Dove c’è il peccato, lì troviamo la molteplicità, lì gli scismi, lì le eresie, lì le controversie. Dove, invece, regna la virtù, lì c’è unità, lì comunione, grazie alle quali tutti i credenti erano un cuor solo e un’anima sola” (In Ezechielem homilia, 9,1, in Sources Chrétiennes352, p. 296).

Si celebra come se Dio non fosse presente, un’animazione mondana. Ma qui ci confortano le parole che sant’Atanasio di Alessandria rivolgeva ai cristiani che soffrivano sotto gli ariani: “Voi rimanete al di fuori dei luoghi di culto, ma la fede abita in voi. Vediamo: che cosa è più importante, il luogo o la fede? La vera fede, ovviamente. Chi ha perso e chi ha vinto in questa lotta, chi mantiene la sede o chi osserva la fede? È vero, gli edifici sono buoni, quando vi è predicata la fede apostolica; essi sono santi, se tutto vi si svolge in modo santo… Voi siete quelli che sono felici, voi che rimanete dentro la Chiesa per la vostra fede, che la mantenete salda nei fondamenti come sono giunti fino a voi dalla tradizione apostolica, e se qualche esecrabile gelosamente cerca di scuoterla in varie occasioni, non ha successo.

Essi sono quelli che si sono staccati da essa nella crisi attuale. Nessuno, mai, prevarrà contro la vostra fede, amati fratelli, e noi crediamo che Dio ci farà restituire un giorno le nostre chiese. Quanto più i violenti cercano di occupare i luoghi di culto, tanto più essi si separano dalla Chiesa. Essi sostengono che rappresentano la Chiesa, ma in realtà sono quelli che sono a loro volta espulsi da essa e vanno fuori strada” (Coll. Selecta SS. Eccl. Patrum. Caillu e Guillou, vol. 32, pp 411-412).

In conclusione, possiamo dire che l’eresia non consiste solo nel diffondere dottrine false, ma anche nel tacere la verità sulla dottrina e sulla morale?

Certamente sì. Se a qualcuno desse fastidio il termine dottrina, usi il termine insegnamento, perché entrambi sono la traduzione del greco didachè. Dove manca la dottrina, vi sono problemi morali, come stiamo vedendo! Quando il papa e i vescovi fanno questo, utilizzano il loro ufficio per distruggerlo. Dice sant’Agostino: pascono se stessi, cercano i propri interessi, non già gli interessi di Gesù Cristo, proclamano la sua parola ma per diffondere le loro idee. Il nome di Gesù Cristo, diceva il cardinale Biffi, è diventato una scusa per parlare d’altro: migrazioni, ecologia eccetera. Così non siamo più unanimi nel parlare (1 Cor 1,10) e la Chiesa è divisa.

A proposito, si evitino  ulteriori modifiche ai testi del messale romano in lingua italiana, in specie al Padre Nostro, perché produrrebbero ulteriori divisioni tra i fedeli.

A cura di Aldo Maria Valli

https://www.aldomariavalli.it/2018/10/13/monsignor-nicola-bux-lunita-si-fa-nella-verita/

“Familia Christi, la persecuzione continua”

Gentile Direttore,

dopo essere stati cacciati da Santa Maria in Vado tre mesi fa con la scusa dell’Unità pastorale e murati vivi ai Gesuati, da questa settimana ai Padri di Familia Christi è stato financo impedito di celebrare pubblicamente la S.Messa presso la Chiesa di Santa Chiara, che era stata temporaneamente assegnata loro in attesa di una nuova e più congrua collocazione, che non è mai arrivata.

Continua, sempre più inspiegabile e feroce, la persecuzione nei confronti della Fraternità e delle centinaia di fedeli che qui a Ferrara avevano e hanno trovato in lei un sicuro approdo per coltivare e approfondire il loro cammino di Fede. E tutto questo nel silenzio imbarazzante e imbarazzato dell’Arcivescovo di Ferrara Mons. Giancarlo Perego, che di questa persecuzione è il responsabile e l’artefice e dell’intero clero ferrarese.

Mi domando se si leverà prima o poi, tra chi veste una tonaca, una voce coraggiosa disposta a ricordare a Sua Eccellenza come i tempi della Santa Inquisizione siano ormai definitivamente tramontati e come lo “spirito di accoglienza” tanto invocato quando si parla di migranti forse debba valere anche per il popolo dei cattolici praticanti di questa Città…

Stefano Gargioni

https://www.estense.com/?p=724998

Considerazioni di un lettore

Ho seguito la dignitosissima e coraggiosa richiesta di ascolto e delucidazioni riguardo il futuro della Fraternità Sacerdotale della Familia Christi da parte dei fedeli della parrocchia di Santa Maria in Vado nel video fatto circolare in rete, sfortunatamente “glissata” dal vescovo Perego e dal vicario della Diocesi don Massimo Manservigi.

Alla luce delle disposizioni emanate da parte del vescovo e degli avvenimenti seguiti è ormai purtroppo evidente l’aperta ostilità del prelato nei confronti della Fraternità, eretta e sostenuta da un predecessore rigoroso e sincero (=scomodo).

Naturalmente la persecuzione, per quanto chiara a chiunque abbia occhi per vedere e la voglia di usarli, ha bisogno di essere perlomeno un pò mimetizzata sotto pretesti di varia natura.

In realtà, il vescovo:

sta cercando di distruggere la comunità, manifestando la propria ostilità sotto forma di più o meno velate minacce che mettono in forse il futuro dei seminaristi e di azioni spicciole di mobbing tese a ostacolare le attività comunitarie in seno la parrocchia;

isolando la stessa (spostandola si vuole far in modo di separare da loro, sotto il velo di offerte ipocrite, Mons Negri, fonte preziosa di formazione per i seminaristi);

strangolandola economicamente, tagliando loro i viveri e rifiutando la disponibilità ad assumere altri incarichi, pur nella tanto sbandierata carenza di sacerdoti.

Proprio a questo proposito, considerando l’impegno della comunità parrocchiale, volevo suggerire loro e a chi sta a cuore la Fraternità, di considerare la possibilità di aiutare questi ragazzi, non solo pregando perché la loro fede li accompagni attraverso la persecuzione in atto, ma organizzando una sorta di “adozione culinaria”, finchè la loro situazione non si chiarisca e il vescovo non abbia trovato qualche struttura dove mandarli al confino.

Confidando, per loro, nella protezione di Nostro Signore e della Sua Santissima Madre, ringrazio se pubblicate il mio appello.

Un lettore

Affermazione profetica sempre attuale

Avete taciuto abbastanza. E’ ora di finirla di stare zitti! Gridate con centomila lingue. Io vedo che a forza di silenzio il mondo è marcito

(Santa Caterina da Siena al cardinale di Ostia, contro l’apostasia del suo tempo)

“…Quei sacerdoti che MIO FIGLIO NON RICONOSCE PIÙ COME TALI”

  • “Di giorno in giorno aumentano quelli che si lasciano sedurre dall’errore che conduce all’infedeltà.
  • In nome del progresso alcuni Sacerdoti sono diventati solo ministri del mondo e vivono secondo il mondo.
  • Alla preghiera hanno sostituito un’azione disordinata; alla mortificazione la ricerca continua delle comodità e dei piaceri; alla santità il progressivo cedimento al peccato, specie impuro, che viene sempre più commesso e giustificato.
  • Sono diventati cadaveri ambulanti, sepolcri imbiancati che ancora si chiamano Sacerdoti, ma che mio Figlio Gesù non riconosce più come tali…..
  • E questi sono a volte proprio i più stimati, quelli che riescono a farsi strada, quelli che vengono messi in posti di responsabilità.
  • Quelli che ancora restano fedeli sono in genere i più perseguitati, i più trascurati e talvolta vengono consapevolmente emarginati.
  • Così la tenebra si diffonde e il fumo di Satana cerca di ricoprire ogni cosa: l’apostasia ogni giorno aumenta.
  • Quanto grande è il dolore di voi, figli prediletti, di voi Sacerdoti consacrati al mio Cuore Immacolato!
  • Il vostro dolore dovrà aumentare quanto più si diffonderà la grande apostasia.
  • Questo è il vostro martirio del cuore al quale tutti vi preparo. Sul mio Cuore di Mamma ciascuno offra al Padre la sua interiore immolazione.
  • Accettate fino in fondo questa ora di tenebra. Vivete il martirio della Chiesa tutta, pervasa dalla notte. Restate fedeli e fiduciosi, ora che la infedeltà viene sempre più diffusa ed esaltata.
  • Dite sì al Padre e alla vostra Mamma celeste, che dolcemente vi prepara a vivere senza paura questi terribili momenti che ormai vi attendono…”

L’ABATE FARIA E LA PERSECUZIONE DELLA FAMILIA CHRISTI A FERRARA. QUANTA MISERICORDIA, QUESTI NUOVI VESCOVI.

25 maggio 2018 – Pubblicato sul sito internet marcotosatti.com

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Marco Tosatti

I vescovi misericordiosi sembrano tutti eguali, dall’Argentina al Belgio a Ferrara. A Bruxelles il neo-cardinale De Kesel con la complicità del cardinale Stella e la connivenza del Pontefice ha deciso la soppressione della Fraternità dei Santi Apostoli (creatura di mons. Léonard, ricca di vocazioni; e poi si lamentano che non ci sono preti).

A Ferrara il neo-arcivescovo, il filo-migrantista Perego, ha deciso di disfare il lavoro compiuto dal predecessore, mons. Negri, avendo come bersaglio un gruppo, quello di Familia Christi, e sfuggendo alle domande dei laici vicini alla Familia Christi, come potete vedere qui.

 Il problema è giunto anche alle orecchie dell’abate Faria.

ABATEFARIA-2

“Sembra non ci sia pace per Familia Christi, la fraternità sacerdotale nata sulla scia della spiritualità di don Giuseppe Canovai e che celebra la Messa nella forma straordinaria del rito romano (non rifiutando la forma ordinaria, comunque).

Dopo essere stati a Roma, dove celebravano (ma forse lo fanno ancora) a Palazzo Altemps, ecco che la benevolenza di Monsignor Luigi Negri li fece approdare a Ferrara,  nella parrocchia di Santa Maria in Vado. In effetti il segretario di Mons. Negri è anche membro di questa fraternità sacerdotale.

Ma ecco ora il loro allontanamento da quella parrocchia dal primo luglio.

Il Vescovo Gian Carlo Perego sostituirà la fraternità sacerdotale con qualcosa chiamato “unità pastorale”.

Ecco come La Nuova Ferrara, in questa occasione, descrive Familia Christi: “’Familia Christi’ è stata eletta circa tre anni fa e solo recentemente è stata trasformata in società di vita apostolica. Si ispira ad un modello di vita patriarcale, retto da un ordine ben preciso che tende sia a raggiungere il bene cristiano dei sacerdoti, sia quello della comunità nella quale operano attraverso la carità fraterna. Vestono il tradizionale abito lungo, hanno una papalina nera in testa e desiderano sentirsi ‘in famiglia’. I sacerdoti si ispirano alla chiesa tradizionale”.

Ora, è stata eretta, non eletta. Mi piace il punto dove si dice che si ispira ad uno stile di vita patriarcale. E dove lo hanno letto? Ma soprattutto: che significa? Che è retto da un ordine ben preciso? Perché si conoscono ordini religiosi retti dal caos? Beh, forse oggi… L’abito lungo sarebbe la talare, non sono miss. Ma il meglio è alla fine: i sacerdoti si ispirano alla chiesa tradizionale. E gli altri a che si ispirano? Meglio non rispondere.

Abate Faria”.

Quel popolo di Dio abbandonato…

“La Chiesa di Ferrara rischia di scavare da se medesima la fossa della sua irrilevanza, dopo aver lasciato al proprio destino quel ‘popolo di Dio’ che avrebbe dovuto custodire e proteggere, guidare e confortare, e che oggi appare smarrito e spesso abbandonato”

“Da cui l’urgente necessità di una riscossa ferma, forte e coraggiosa da parte del laicato cattolico ferrarese non disposto ad arrendersi alla deriva mondana”

Proclama StefanoGargioni